Di Laura Ragazzo
Lunedì 13 aprile 2026 il nostro Istituto ha ospitato un importante momento di riflessione rivolto alle classi quinte, con la partecipazione di Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin e dell’avvocato Nicodemo Gentile, presidente dell’Associazione Penelope. Hanno mediato l’incontro la Prof.ssa Renata Moretti, Dirigente Scolastico, insieme alla Prof.ssa Eva Basso e il Prof. Antonio Arcuri, promotori e organizzatori dell’evento.
L’intervento introduttivo della prof.ssa Basso ha voluto ripercorrere la genesi del progetto, sottolineando il valore di un lavoro didattico condiviso e partecipato. A seguire, l’Avvocato Nicodemo Gentile ha offerto una riflessione lucida e incisiva sul fenomeno della violenza di genere, richiamando dati significativi: nel 2023, anno del femminicidio di Giulia Cecchettin, si sono contati 118 femminicidi, di cui la maggior parte avvenuti in ambito affettivo e familiare. Un dato che, come evidenziato, non deve mai essere normalizzato o accettato come inevitabile.
Gentile ha posto poi l’attenzione sulla complessità del fenomeno, evidenziando come la violenza non si manifesti solo nella sua forma fisica, ma anche attraverso dinamiche psicologiche e relazionali: controllo, manipolazione, isolamento, fino al cosiddetto gaslighting. Ha inoltre sottolineato come il problema non sia riconducibile a specifiche condizioni sociali o culturali, ma attraversi trasversalmente tutti i contesti. Centrale è quindi l’educazione emotiva: ciò che non si conosce, infatti, non può essere riconosciuto.
Il prof. Arcuri, membro attivo dell’Associazione Penelope, ha rivolto un invito agli studenti e alle studentesse a non avere timore nel chiedere aiuto, arrivando a “prendere per la giacca” i propri docenti, capaci di attivare le reti di supporto necessarie.
Particolarmente significativo è stato l’intervento di Gino Cecchettin, padre di Giulia Cecchettin, uccisa l’11 novembre 2023 per mano del suo ex fidanzato, che ha offerto una testimonianza intensa e profondamente umana. Partendo dal tema dei sogni e della quotidianità, ha invitato a spostare lo sguardo dalla sola analisi del fenomeno alla costruzione di modelli positivi. Ha sottolineato come la risposta alla violenza non possa essere la vendetta, ma la capacità di elaborare il dolore e trasformarlo in consapevolezza e responsabilità. Fondamentale, in questo percorso, è dare forma alle emozioni e imparare ad ascoltarle. La Fondazione, ha ricordato, grazie al suo comitato scientifico, è impegnata proprio nella formazione e nella diffusione di una cultura del rispetto che parte dalla conoscenza di sé e del proprio mondo emotivo.
L’incontro è stato arricchito infine dagli interventi degli studenti e delle studentesse delle classi coinvolte, che hanno presentato i lavori sviluppati in classe nei mesi precedenti l’incontro. Tra questi, le infografiche realizzate durante il workshop tenuto da Manuel Bortoletti e diretto alle classi quinte dell’indirizzo Servizi commerciali per il Design e la Comunicazione visiva e pubblicitaria. Il contributo di Anduela S. della classe 5Ddcp ha sottolineato il valore del dialogo e la funzione del numero antiviolenza 1522 come strumento concreto di aiuto. Fjoralba B. ed Eva C., della classe 5Bdcp, hanno invece presentato gli aspetti essenziali delle attività legate alla piramide della violenza e all’analisi degli stereotipi di genere, evidenziando il ruolo della scuola nella decostruzione di modelli culturali radicati. Ulteriori contributi sono arrivati dai rappresentanti delle classi quinte dell’indirizzo Servizi per Sanità e l’Assistenza sociale Matteo B., Matteo P., Monica G., Martina D. delle classi 5H, 5I e 5F, che hanno approfondito il tema del “soffitto di cristallo” nel settore sanitario veneto, collegandolo agli obiettivi dell’Agenda 2030 e alle persistenti disparità occupazionali di genere. A completare il quadro, Mattia M., classe 5Ndcp, ha presentato il progetto di comunicazione sociale “Break the Circle”, frutto di un lavoro condiviso di elaborazione grafica con le compagne Melissa F. e Sara M. e di studio dei contenuti da parte delle varie classi: una pagina Instagram pensata per sensibilizzare i giovani attraverso una serie di rubriche di approfondimento e un linguaggio accessibile e vicino al loro vissuto. Infine la classe 5A per l’indirizzo dei Servizi Commerciali per la Web Community ha curato l’elaborazione dei dati di un questionario somministrato agli studenti presenti per comprendere da vicino il punto di vista e l’esperienza personale di ciascuno di loro rispetto ai temi trattati.
L’iniziativa vuole inserirsi in un percorso educativo ben più ampio che coinvolge i docenti giorno dopo giorno nella promozione dei valori del rispetto e della parità di genere, nelle relazioni personali e professionali, palesando il ruolo centrale della scuola nella formazione di un modello coerente scevro da dinamiche di potere ma fatto di dialogo, presenza e senso di comunità.


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