di Rita Anoja
Intervista alla docente Prof.ssa Rita Anoja, accompagnatrice di un gruppo di 50 studenti del terzo e del quarto anno delle classi dei servizi commerciali e dei servizi culturali e dello spettacolo a Dublino per un percorso di formazione scuola-lavoro all’estero.
Professoressa, che tipo di esperienza è stata questa in Irlanda?
È stata un’esperienza molto intensa e formativa, prima di tutto per i ragazzi. Un’opportunità concreta da offrire loro, ma anche un impegno importante per noi docenti. Le giornate erano molto strutturate e davvero ricche di attività.
Come era organizzata la giornata tipo?
La mattina era dedicata allo studio della lingua inglese. Parallelamente, noi docenti ogni giorno ci occupavamo della progettazione delle attività pomeridiane per i ragazzi. Obiettivo finale: una guida sulla città realizzata dagli studenti per gli studenti. La guida era suddivisa in quattro campi tematici: cibo, arte, cultura e tradizione, scuola e collegio.
Ogni docente seguiva un gruppo di 12 alunni, suddivisi equamente tra le due sezioni dell’indirizzo commerciale e dei servizi culturali e dello spettacolo, in modo tale da arricchire le competenze specifiche di ogni gruppo di lavoro.
Su cosa hanno lavorato concretamente gli studenti?
Il progetto aveva un’impronta grafica e multimediale. Nelle prime due settimane i ragazzi hanno raccolto il materiale sul territorio: interviste, fotografie, osservazioni, piccole “scoperte” locali. Durante l’ultima settimana, invece, è iniziata la fase di rielaborazione con la traduzione dei contenuti, l’impaginazione grafica e il montaggio delle interviste. Gli studenti hanno potuto portare con sé, grazie al nostro istituto, l’attrezzatura adeguata con PC e macchine fotografiche Reflex per dare forma definitiva al lavoro.
Dal punto di vista del docente, qual è stato l’aspetto maggiormente facilitante?
La collaborazione tra colleghi è stata una delle parti più belle dell’esperienza. Con i colleghi Ghirardello, Sottile e Tomazzoni si è creata fin da subito un’intesa forte e uno spirito di collaborazione autentico. C’era coerenza nelle scelte condivise, obiettivi comuni, decisioni ferme e sempre allineate. Avere la fortuna di confrontarsi con docenti di discipline diverse e sperimentarsi anche in ambiti non strettamente legati alla propria materia è stata un’esperienza umana e professionale molto arricchente.
Ci sono state difficoltà?
Il meteo non è stato clemente: pioggia intensa e distanze considerevoli hanno messo alla prova organizzazione ed energie. Tuttavia, proprio queste condizioni hanno fatto emergere competenze fondamentali, anche negli studenti.
Quali competenze pensa di aver messo più in campo in questa esperienza?
Sicuramente lo spirito di imprenditorialità e il problem solving; ma anche adattabilità ed elasticità: sapersi adattare alla situazione, ai mezzi disponibili e al contesto.
È stato fondamentale anche lo spirito di iniziativa, insieme alle competenze linguistiche già in mio possesso, indispensabili per interagire e fare senso di sicurezza. Infine il riuscire a mantenere attenzione agli equilibri del gruppo, garantendo adattabilità ma allo stesso regole chiare e precise. Che cosa le ha lasciato quindi questa esperienza?
Sono tornata con una grande carica di energia e con la sensazione di aver fatto qualcosa di bello e significativo. Soprattutto sono felice di aver dato ai ragazzi questa opportunità: vivere un’esperienza fuori dal contesto scolastico tradizionale, mettersi alla prova e quindi crescere.


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