di Alex Manfrè
“Il Maestro” (regia di Andrea Di Stefano) con Pierfrancesco Favino è molto più di un film sul tennis: è «una commedia umana, un road-movie, un tuffo nell’Italia balneare anni ’80» che parla di crescita, fragilità, speranze e seconde possibilità. [cit. Rolling Stone Italia]
La storia ruota attorno a Raul Gatti — un ex talento disilluso — e a Felice, un ragazzino trattato come promessa da un padre pieno di aspettative. Il loro viaggio insieme, tra campi da tennis, trasferte, sconfitte e incontri, diventa un percorso di formazione profondo, in cui “insegnante” e “allievo” si riscoprono umani, vulnerabili, fallibili: due “perdenti” che riscoprono nella sconfitta uno spazio di verità, e nella condivisione un’occasione di rinascita. [cit. TGCOM24]
“Il Maestro” è un film che parla anche a noi, al nostro mestiere e alla nostra quotidianità. Attraverso una storia intensa e splendidamente narrata, il film mette al centro il valore dell’educazione, della passione per l’insegnamento e del rapporto trasformativo tra chi guida e chi impara. Una piccola “palestra” di riflessione sul significato di educare, sui maestri imperfetti — quelli che non sempre vincono, ma che riescono a lasciare un segno — e su quanto sia fondamentale valorizzare non solo il talento, ma la dignità, la crescita e la libertà di ciascuno. Un film che parla di empatia, riscatto e umanità: temi che ogni scuola, ogni classe, ogni insegnante può riconoscere.
Mi ha colpito profondamente per la storia, la narrazione, la sceneggiatura scorrevole e coinvolgente, e per come sono stati caratterizzati i personaggi. Bravi davvero tutti gli attori. L’atmosfera anni ’80 — con la sua Italia da lidi, motel, tornei sparsi lungo la costa —aggiunge fascino e autenticità, riportandoci a un’epoca in cui la scuola viveva cambiamenti profondi ma conservava un forte senso di comunità.
“Il Maestro” è un film delizioso dalla prima all’ultima scena: emoziona, ispira, e ci ricorda quanto possa essere potente il nostro ruolo. Per questo credo possa essere un’occasione preziosa per noi docenti: un film che fa riflettere, che risveglia entusiasmo e che celebra la bellezza dell’insegnare. Consigliatissimo!
INVITO AI DOCENTI – ANDIAMO A VEDERE IL MAESTRO!
con Pierfrancesco Favino
Perché questo film parla anche a noi
“Il Maestro” non è solo una storia di tennis: è un viaggio umano profondo, emozionante e sorprendentemente vicino al nostro mondo.
È una riflessione sul ruolo dell’educatore, sulle fragilità che spesso nascondiamo, e sulla forza che nasce quando un insegnante — anche imperfetto — incontra un ragazzo in cerca di fiducia e direzione.
Ambientato in un’Italia anni ’80 viva, imperfetta e nostalgica, il film mescola ironia, tenerezza e verità. Favino è straordinario nel dare vita a un personaggio complesso e umano, e tutto il cast funziona con naturalezza e credibilità.
Perché consigliarlo ai colleghi
- Valorizza il ruolo dell’educatore come guida umana, non infallibile.
- Parla di crescita, resilienza, seconde possibilità.
- Invita a riflettere sul talento, sulle aspettative che imponiamo e su quelle che liberiamo.
- Mostra un legame autentico tra mentore e allievo, fatto di errori, cura e scoperta reciproca.
- Atmosfera anni ’80 irresistibile, tra campi da tennis, viaggi, incontri e un’Italia riconoscibile e poetica.
Il mio commento personale
Il film mi è piaciuto molto per la storia, la narrazione, la sceneggiatura scorrevole e coinvolgente e per come sono stati caratterizzati i personaggi. Bravi tutti gli attori. Molto interessante l’atmosfera anni ’80. Film delizioso dalla prima all’ultima scena.
Perché merita di essere visto insieme
Perché è un film che fa bene alla nostra professione.
Ci ricorda che educare significa accompagnare, crescere insieme, sbagliare, ripartire.
E che un vero maestro può non essere perfetto, ma può essere autentico.


Lascia un commento